C’era una volta un centro di revisioni

C’era una volta un Centro di Revisioni a Springfield con due linee di collaudo e due Responsabili Tecnici, Marco e Paolo.

Tra i due colleghi non correva buon sangue visto il diverso modo di lavorare,  conseguenza diretta dell’opposto stile di vita: il primo era un “vivi e lascia vivere”, il secondo un “insopportabile precisino”. Senza entrare nel life coaching, sintetizzo e banalizzo dicendo che Marco è il Responsabile Tecnico bravo, Paolo quello cattivo.

Marco è il beniamino del titolare, in 10 anni di servizio mai una lite, una discussione, un confronto: “padron comanda, cavallo trotta!” Paolo invece è la new entry, lavora da soli 3 anni al Centro di Revisioni e da quando è arrivato l’equilibrio e la pace sono venuti meno.

I clienti chiedono sempre di Marco e, se possono, evitano Paolo che è stato più volte richiamato dalla direzione per il comportamento poco gradito. Un esempio lampante di questa realtà è la riconoscenza delle persone durante le festività natalizie: Marco rientra a casa la Vigilia con l’automobile piena di panettoni, cesti e bottiglie extra, Paolo si deve accontentare del consueto pacco aziendale.

Vi dirò di più.

Oltre ad essere il beniamino del titolare, Marco è anche il beniamino del paese, giorno e notte ben accetto in ogni circostanza e in ogni dove. Il carismatico ragazzo, sempre pronto a cogliere la palla al balzo, non perde mai l’occasione di acquisire nuovi contatti qualificandosi immediatamente come responsabile tecnico di revisioni…[che bravo, anche nel tempo libero ha la testa nel lavoro!]. Per evitare chiacchiere a vanvera, riporto un altro dato di fatto: Marco non paga mai la birra al bar, non fa mai la fila in posta e non paga le multe in comune.

-Paolo è inutile che rosichi, non ha il carisma del collega!-

Paolo deve evitare la pizzeria in centro, probabilmente il pizzaiolo gli sputerebbe nel piatto vista la lite furibonda scaturita dopo l’esito ripetere dell’auto malmessa. Fortunatamente a Springfield non c’è solo pizza, ma bisogna rinunciare anche all’ hot dog vista l’auto promozionale del ristorante con applicate  corna di bufalo molto american style, ma decisamente poco a norma. Dimenticavo, niente negozio di alimentari. Il figlio del titolare, [ex] amico d’infanzia, ha una spider con i vetri fumè che Paolo avrebbe dovuto certificare visti gli innumerevoli panini col prosciutto cotto offerti al tempo delle mele dopo l’oratorio feriale…[che ingrato!] Oh Paolo Paolo, affrettati a cercare un ristoro che la pausa pranzo sta terminando! Mi raccomando, fai doppia attenzione, cinture di sicurezza sempre allacciate e cellulare in tasca, il vigile non vede l’ora di darti una multa dopo quella faccenda del catadiottro posteriore della sua moto… per fortuna che c’era Marco!!!

Con questo aneddoto simpatico [spero], vorrei incoraggiare tutti i colleghi seri e professionali che ogni sera rientrano a casa come reduci di guerra dopo la dura giornata lavorativa. Sicuramente i “vivi e lascia vivere” avranno la vita più facile e avranno più amici di circostanza, ma non c’è cosa più preziosa e appagante della dignità.