Chi è veramente “quello delle revisioni”?

Nel lontano 1997 la Motorizzazione Civile ha autorizzato i primi centri di revisione privati a compiere le operazione di revisione ministeriale ponendo fine al monopolio statale dell’attività. Le motivazioni di tale scelta si riconducono all’impossibilità da parte dello stato di gestire tutto il parco circolante in continuo aumento e alla nuova periodicità del controllo (4+2+2). Chi ha qualche capello bianco sicuramente ricorderà le file chilometriche in Motorizzazione quando l’operazione era a cadenza decennale e probabilmente avrà benedetto il provvedimento che gli ha permesso di risparmiare parecchio tempo. Arriviamo al dunque. Le autofficine che avevano deciso di cimentarsi in questa nuova attività si sono trovate immediatamente a dover incrementare l’organico. –Chi le fa queste revisioni?– “Quello delle revisioni!“- I primi “quello delle revisioni“, operatori di linea revisioni per l’esattezza, erano ragazzi alle prime armi in officina che venivano preferiti al meccanico “finito” per un discorso di costi vista l’apparente semplicità del processo: –Controlla le luci, frecce, stop, metti l’auto sui rulli per vedere se frena e via, mandalo in cassa e avanti un altro!– Ho volutamente banalizzato il contesto per condannare il comportamento di parecchi centri di revisione dell’epoca (molti attualmente sospesi dall’attività), i cosiddetti timbrifici, che nel corso di una giornata lavorativa riuscivano a revisionare, o meglio a timbrare, centinaia di veicoli. Ci tengo a precisare che i controlli previsti durante la revisione ministeriale vent’anni fa ed oggi sono simili, ma la mancanza di digitalizzazione e strumentazioni sofisticate rendeva molto più semplice l’escamotage e difficile il controllo da parte degli enti preposti. Non escludo che come oggi, anche ieri esistevano operatori professionali che svolgevano minuziosamente quanto previsto dal Ministero dei Trasporti. 

Torniamo agli ex “ragazzi alle prime armi”, oggi responsabili tecnici, che in questi vent’anni di attività hanno visto susseguirsi svariati aggiornamenti e miglioramenti del sistema revisioni. Quanti responsabili tecnici conoscete che hanno 40/50 anni? Rispondo io: pochi. “Quello delle revisioni” ancora oggi è spesso un ragazzo che probabilmente dopo qualche anno di servizio cercherà migliori opportunità lavorative non tanto per la retribuzione, bensì per l’elevata responsabilità legata alla firma dei referti della revisione ministeriale. Forse non tutti sanno che colui che firma e detiene le responsabilità penali il più delle volte è un dipendente che spesso non è libero di scegliere autonomamente quali veicoli sospendere: – “Dai, fagliela passare, è un buon cliente, non voglio avere storie!Quali sono le figure più manipolabili? I ragazzi con poca esperienza. Tralasciando il carattere che è una variabile soggettiva, è molto più semplice plagiare le new entry rispetto alle vecchie leve che negli anni di lavoro sicuramente hanno maturato un certo livello di responsabilità e competenza. In questo settore competenza e severità vanno di pari passo: un responsabile tecnico con poca esperienza non è in grado di identificare anomalie che probabilmente il collega senior vedrebbe ad occhi chiusi.

Dopo circa un anno dalla mia abilitazione a responsabile tecnico ho contattato i compagni di corso per organizzare una rimpatriata e sono rimasto scioccato: 14 su 20 avevano abbandonato il settore. Vi sembra normale che  poco meno del 75% degli operatori dopo aver speso quasi 1000€ di corso lasciano un lavoro sicuro? Evidentemente il sistema revisioni in Italia ha qualche bug e l’ennesima conferma è quanto scritto da un ex collega del Piemonte qualche giorno fa: “non ce la faccio più, troppe pressioni, troppi attriti, sta arrivando un figlio e non voglio che avrà un padre in carcere, mollo“. Come potete immaginare, non si tratta di un ragazzino, ma di un (ex) responsabile tecnico con dieci anni di esperienza nel settore. Per chiudere questo breve articolo vorrei lanciare una provocazione: caro cliente, il tuo centro di revisioni di fiducia ha sempre lo stesso responsabile tecnico o ogni due anni conosci un nuovo ragazzo con l’aria da boy scout? Fatti due domande!