Autofficine disoneste: il vero nemico della sicurezza stradale

La revisione ministeriale è un controllo del veicolo che certifica l’idoneità o meno alla circolazione su strada. Una delle caratteristiche che accomuna tutti i veicoli che superano con successo il test è la regolare manutenzione presso le autofficine dove il personale preparato è in grado di valutare al meglio lo stato della vettura. L’abitudine di portare l’auto dal meccanico prima di portarla al collaudo risale ai tempi in cui la revisione era decennale e se la Motorizzazione Civile rilevava qualche anomalia rilasciava l’esito irregolare con l’obbligo di ripetere tutta la procedura dopo la messa in sicurezza del veicolo. L’articolo 80 del codice della strada rivoluziona l’intero sistema cambiando la periodicità del controllo (4 anni dall’immatricolazione e successivamente ogni 2), ma soprattutto introducendo i centri di revisione, strutture private autorizzate ad operare della Provincia. Con l’attuazione del decreto, la revisione ministeriale entra di fatto a far parte della vita quotidiana di ogni automobilista, non è più un fantasma lontano, ma una rasa di conti frequente. La mole di lavoro aumenta per tutti gli autoriparatori che si trovano a dover preparare un’infinità di veicoli per il collaudo tanto da invogliare parecchie imprese ad integrare il centro di revisioni alla struttura esistente. Forse non tutti sanno che i centri di revisione nascono dalle autofficine, tanto che una delle condizioni per ricevere l’autorizzazione è il possesso della categorie metrologiche, ovvero le prove dell’esercizio dell’attività di gommista, meccanico, elettrauto e carrozziere. MCTC-revisioneVeicoliLe imprese che hanno scelto di ottenere l’autorizzazione ad effettuare le revisioni ministeriali si identificano come “officine autorizzate” e hanno per legge esposto il cartello rappresentato in foto, le altre si limitano al servizio revisioni, ovvero controllano il veicolo e lo portano presso i centri prima citati. La revisione ministeriale è un business per entrambi, sia per chi effettua il controllo che per coloro che si occupano delle riparazioni. La prima differenza tra revisioni autorizzate e servizio revisioni è il costo: il centro di revisioni per legge incassa la tariffa ministeriale che al momento corrisponde a 66,88€ mentre chi si occupa anche del controllo preventivo giustamente ricava i suoi oneri arrivando mediamente a 90/100€ (revisione compresa ovviamente). Soldi buttati? Assolutamente no perchè l’esito irregolare ancora oggi prevede un nuovo controllo a distanza di un mese che va pagato integralmente. Fino a qui tutto bene, ma ora arriva il bello. Passano gli anni, i centri di revisione si moltiplicano senza controllo e la concorrenza spietata fa venire a meno il rigore assoluto con cui bisognerebbe esercitare questa attività; lo spettro di perdere i clienti è sempre dietro l’angolo, proprio dove sorge il nuovo centro che, a quanto dicono, –fa passare tutti i mezzi-. L’unica sicurezza di questi tempi rimane le partnership con gli autoriparatori che portando al collaudo i veicoli dei clienti, garantiscono una mole di lavoro che influisce in maniera rilevante sul fatturato. Se per ogni cliente insoddisfatto, si dice, se ne perdono dieci per il passaparola, cosa possiamo dire per quanto riguarda gli autoriparatori che portano cento veicoli in un anno? Contro ogni aspettativa logica, capita spesso che alcune autofficine facciano pressioni ai centri di revisione per chiudere un occhio su veicoli irregolari: –Abbiamo sostituito gli pneumatici, per il guasto al clacson il cliente ripassa il mese prossimo– oppure – Abbiamo rimosso il Fap, è un cliente fidatoTARIFFARIO-6688 Dire di no a 66,88€ è facile, dire  no a 66,88 * x un po’ meno. Come si dice in gergo, oltre al danno la beffa poichè i meccanici (se così si possono definire) ricattatori senza effettuare nessun controllo preventivo incassano il corrispettivo dell’operazione in virtù della loro “immunità” alla revisione ministeriale, corrispettivo che tra l’altro supera il guadagno netto del centro di revisione. Se posso capire un gommista che non ha nessun interesse a fare un lavoro di carrozzeria, non capisco un meccanico che si rifiuta di sostituire un cilindretto dei freni. Probabilmente fanno più comodo 30€ facili senza far nulla rispetto a 50€ sudati. Non amo diffondere allarmismi, ma questo scoop è già di dominio pubblico dato che non è la prima volta che sul gruppo Facebook di automobilisti ed appassionati più popolare (65000 membri) trovo discussioni come quelle riportate di seguito (si fa riferimento ad una revisione non eseguita da un centro di revisioni per problemi agli ammortizzatori).

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Chi ci rimette? L’automobilista (consumatore) che oltre a pagare inutilmente un falso controllo preventivo circola con un veicolo non efficiente, il centro di revisioni che rischia penalmente ed il meccanico onesto che viene ingiustamente etichettato per “ladro quando si scoprono queste situazioni. Concludo consigliando agli utenti di scegliere attentamente il  meccanico di fiducia per la cosiddetta “prerevisionediffidando di coloro che senza nessun controllo visivo al veicolo garantiscono l’esito positivo del collaudo ufficiale.