Programma Associazione ICC 2018


In data 8 Gennaio 2018 l’Associazione ICC ha ricevuto una lettera pubblica (clicca qui per visualizzarla) da parte di Andrea Da Lisca, fondatore di Osservatorio Revisione Veicoli. Per chi ancora non conoscesse il mittente, è bene sapere che a lui dobbiamo parte del successo dell’associazione perchè ci ha supportato fin dal principio, ma forse non è abbastanza.

Andrea Da Lisca

In un certo senso Andrea è stato la scintilla della rivoluzione chiamata AICC per mezzo del blog che gestisce, incoraggiando in più occasioni tutti gli operatori desiderosi di cambiamento a mettersi in contatto. La presa di coscienza generale del fatto che le irregolarità lavorative erano condivise in tutto il territorio ha contribuito a vincere definitivamente l’individualismo tipico di questo settore per il raggiungimento di obbiettivi comuni. Quanti colleghi si sono sentiti chiamati in causa quando il responsabile tecnico veniva paragonato ad una “scimmietta ammaestrata“? (leggi Responsabili tecnici e scimmiette ammaestrate). Quanti hanno avuto il desiderio di “rivoluzione“? (leggi Quando revisione fa rima con rivoluzione). Quanti hanno riconosciuto i conflitti d’interesse? (leggi Il responsabile tecnico e i conflitti di interesse) Il frutto dello scambio di esperienze fra colleghi è lo statuto dell’associazione che, come riportato di seguito (art.2), definisce in modo univoco i principi fondamentali e gli obbiettivi da perseguire:

“L’Associazione si propone di:
– Promuovere e valorizzare a tutti i livelli, la qualifica e la professione dell’Ispettore Dei Centri di Controllo (a seguire ICC);
– Tutelare e rappresentare in ogni sede, nei limiti dello statuto, gli interessi degli ICC Associati. Avviare iniziative per la tutela degli associati nell’espletamento del servizio di ICC presso centro revisioni veicoli autorizzati ai sensi dell’ex art. 80 CdS;
– Costituire un riferimento per il settore privato e pubblico, a livello centrale e periferico, sia in Italia che all’Estero, nell’ambito degli aspetti tecnici, gestionali, amministrativi, progettuali, programmatici, organizzativi e legislativi;
– Collaborare con autorità, enti ed associazioni alla risoluzione dei problemi riguardanti l’esercizio delle attività di ICC presso centro revisioni veicoli autorizzati ai sensi dell’ex art. 80 CdS;
– Compiere ed incoraggiare studi e pubblicazioni inerenti le attività di revisione dei veicoli a motore e dei rimorchi, raccogliere dati e notizie anche in campo internazionale, che possano interessare l’attività dei Soci;
– Promuovere in modo permanente, anche attraverso specifiche iniziative, la formazione e l’aggiornamento dei propri iscritti;
– Valorizzare le competenze degli ICC e garantire le regole deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti sulla concorrenza.
– Garantire la trasparenza delle attività e degli assetti associativi, la dialettica democratica tra gli associati, l’osservanza dei principi deontologici, nonché una struttura organizzativa e tecnico-scientifica adeguata all’effettivo raggiungimento delle finalità dell’associazione.”

Troppo generico? Forse sì, ma è doveroso prendere atto che questo è il nostro ordinamento e qualsiasi provvedimento futuro per definizione dovrà attenersi a quanto è depositato all’Agenzia delle Entrate. Potrebbe mai un’associazione nata per promuovere e valorizzare a tutti i livelli, la qualifica e la professione dell’Ispettore Dei Centri di Controllo sostenere l’inquadramento di un professionista come apprendista? A tal proposito, per replicare alla provocazione di Andrea e di coloro che chiedono ulteriori spiegazioni, rispondo con l’invito ad accendere il televisore o la radio a qualsiasi ora della giornata. Ci troviamo in aperta campagna elettorale ed ogni partito fa  gara a chi la spara più grossa con promesse mirabolanti per racimolare qualche voto. Abbiamo bisogno di tutto ciò? Se fossimo stati un’organizzazione a scopo di lucro probabilmente sì, ma è bene sapere che le entrate provenienti dalle quote annuali vengono utilizzate esclusivamente per mantenere in vita l’associazione. Per giunta, avendo costi di gestione moderati, non cerchiamo seguito a tutti i costi, bensì responsabili tecnici motivati che vedono in noi un supporto per vincere le battaglie che combattono ogni giorno da tempo.   La nostra premura per il momento è di non perdere la credibilità che con estrema fatica abbiamo guadagnato con tanti piccoli passi misurati e questo rimarrà il nostro modus operandi anche al tavolo tecnico. Ha ragione Andrea quando ci definisce “giovani e inesperti” ed è per questo motivo che non vogliamo promettere nulla se non l’impegno massimo per conseguire gli obbiettivi prefissati. L’unica certezza su cui non rischiamo di sbilanciarci è la nostra punta di diamante Gianluca Massa il quale, tolto l’onorevole titolo che lo accompagna da due anni, è un responsabile tecnico comune come tutti i soci. La garanzia della serietà con cui affronterà la questione è il rischio concreto a cui va incontro di pagare sulla pelle le conseguenze dirette di un cambiamento controproducente. Secondo voi, con un’occasione del genere, prenderà il traghetto per andare a Roma a tirarsi la zappa sui piedi? Personalmente due anni fa ho scelto di dare fiducia a questo collega, ora tocca a voi…