Revisione ministeriale: il problema è filosofico [Homo Homini Lupus]

Ogni qualvolta viene citata la revisione ministeriale dai mass-media il contesto è tutt’altro che positivo: #revisioni facili, #truffa revisioni e #revisioni irregolari sono solo alcuni dei moltissimi riferimenti ad articoli che si trovano in rete. La domanda sorge spontanea: – ma questi delle revisioni sono tutti dei delinquenti? – La risposta è no, almeno in origine, ma sono stati costretti a diventarlo a causa tua, caro lettore. Che cosa rappresenta il controllo del veicolo per te, comune cittadino? Le risposte potrebbero essere svariate a seconda dell’istruzione e delle conoscenze a riguardo, ma tutte probabilmente avrebbero qualcosa in comune: la revisione è una seccatura, ma ti garantisco che lo è anche per me. Qualcuno ti definirebbe ignorante o “italiano medio”, ma per quanto mi riguarda questa percezione è assolutamente comprensibile in particolar modo se sei una persone di buon senso. -Per quale motivo si dovrebbero spendere altri soldi quando viene effettuata periodicamente la manutenzione ordinaria? Non è per il costo, è il tempo più che altro… poi va beh, è andata bene fino ad oggi…- Non sei ignorante, sei semplicemente malfidente ed egoista, al pari d tutti d’altronde. Come sosteneva Thomas Hobbes (immagine di copertina), un filosofo inglese del ‘600, l’uomo è egoista e vive esclusivamente per soddisfare le proprie esigenze con l’intento di sopraffare i simili (Homo Homini Lupus). Lo Stato nasce principalmente per moderare l’istinto umano con regole che hanno lo scopo di garantire la convivenza civile nella società.  Contestualizzando al giorno d’oggi, si può affermare che lautomobilista non comprenderà mai che probabilmente c’è qualcosa di più importante degli interessi personali, giusti o sbagliati che essi siano. Siamo tutti d’accordo nel definire uno spreco la sostituzione di quattro pneumatici ad un veicolo in vendita, ma spreco per chi in fin dei conti? La situazione economica personale è paragonabile all’equilibrio della società? Riesci a comprendere che una tua mancanza potrebbe danneggiare te stesso, ma soprattutto gli altri? Temo di no, ma proprio per questo subentra lo Stato: dove non arriva la sensibilità ed il buon senso c’è la legge. Tranquillo, non è colpa delle nuove generazioni: l’Art.55 del vecchio Codice della strada D.p.r. 393 del 1959 prevedeva il controllo ministeriale periodico, e stiamo parlando degli anni in cui Fiat lanciava sul mercato la storica 500. Ora, giunti fin quì, spero di averti trasmesso l’importanza della revisione ministeriale, o perlomeno le ragioni per cui viene imposta dallo Stato. Circolare con un veicolo idoneo è una regola per la convivenza sociale, come potrebbe essere il divieto di rubare, di uccidere, il diritto e dovere ad istruirsi e così via… Da questo momento in poi ho bisogno della tua fantasia, o meglio della tua concentrazione. Prendiamo come esempio un membro della Polizia, l’uomo dello Stato per eccellenza. Egli è assunto dallo Stato, lavora per esso ed il suo interesse personale, ovvero lo stipendio, non ha alcun legame con ciò che fa. Non prendiamoci in giro, il poliziotto prima di essere un membro delle forze dell’ordine è un uomo, con tutte le debolezze annesse e connesse. Per quale motivo un individuo si sveglia al mattino e lavora? Passione? Si, ma principalmente per guadagnare la pagnotta. Ipotizziamo per un attimo che il compenso dei poliziotti (stradale) sia proporzionale al numero di sanzioni effettuate. Quale sarebbe l’immediata conseguenza? Probabilmente vivremmo in una società molto più regolamentata, ma avrei parecchi dubbi sull’autenticità delle contravvenzioni. -Stai forse insinuando che i poliziotti sono dei pochi di buono?- Assolutamente no, sto semplicemente dicendo che sono esseri umani, come te, come me. Tralasciando vizi, ostentazione e lusso, tu per sfamare tuo figlio non esagereresti con qualche multa?

Non è finita, ti chiedo un ultimo sforzo. Ipotizziamo che tu cittadino fossi il diretto finanziatore della Polizia: una volta all’anno per legge sei tenuto a destinare una somma di denaro ad un membro delle forze dell’ordine a tua discrezione, una sorta di 8×1000 per intenderci. Fammi indovinare, sono certo che faresti morire di fame lo s****** che ti ha sanzionato con 200€ di verbale, anche se l’unico s****** in realtà sei tu che circolavi a 130km/h dove il limite era di 50… Bene, torniamo alla triste realtà. Lo Stato dal 1997 ad oggi ha concesso a quasi 9000 imprese private la possibilità di eseguire revisioni ministeriali. Sì, avete capito bene, “private” e “ministeriali” nella stessa frase, a distanza di poche parole. Ciò che in letteratura si potrebbe definire un ossimoro, in Italia è il settore della revisione ministeriale. Il cittadino, a propria discrezione, è libero di scegliere un centro revisioni compiacente che senza troppi problemi rilasci l’attestato di superamento del controllo ministeriale. C’è forse qualcuno convinto che i centri di revisione facciano prevalere la legge ai propri interessi personali? È corretto definirli truffatori? Delinquenti? Ignoranti? No, si tratta semplicemente di esseri umani allo sbaraglio. Dov’è lo Stato?