Basta auto schilometrate, ma facciamo chiarezza – Il servizio flop di Striscia

Cari amici di Striscia,

questa volta avete toppato alla grande. Se il vostro intento era quello di insabbiare la realtà dando in pasto al pubblico un capro espiatorio avete raggiunto egregiamente l’obbiettivo, ma fare informazione è tutt’altra cosa. In data 30 Ottobre 2019 è andato in onda il servizio di Riccardo Trombetta “Basta auto schilometrate” (clicca qui per vederlo integralmente), una breve inchiesta con tutte le carte in regola per scatenare l’indignazione generale. Neanche a farlo apposta il rivenditore di auto nel mirino di Striscia è il classico cattivone dall’aspetto coatto: prevedibile una reazione violenta dopo le incalzanti provocazioni da parte dell’inviato, ma in fin dei conti è proprio questo che la gente vuole vedere. Scontato il verdetto della giuria popolare:  – Delinquente! – In galera! – Andresti preso a badilate in testa! – sono solo alcune delle offese comparse tra i commenti al video su Facebook, ma questo odio gratuito allontana l’automobilista dall’unica soluzione concreta al problema della rivendita di veicoli usati schilometrati, ovvero imparare a riconoscere le truffe ed evitarle. Cosa ci insegna questo servizio, qual è il messaggio fra le righe? Evitare gli annunci online ed utilizzare il Portale dell’Automobilista come unico strumento per verificare il chilometraggio di un veicolo? Siamo fuori strada. Di seguito i tre principali errori commessi dagli autori di questa inchiesta, dettagli fuorvianti per un pubblico inesperto e pericolosamente influenzabile dai media:

Veicoli a rischio – Il servizio lascia immaginare che le truffe siano circoscritte a veicoli datati rivenduti da piccoli commercianti all’apparenza poco professionali, ma questi casi rappresentano solo la punta dell’iceberg, un elemento trascurabile. I veicoli si svalutano principalmente in base all’età e alla percorrenza, ma il primo dato è certo mentre il secondo, con una modifica illegale all’odometro, si può alterare. Le automobili “ritoccate” acquisiscono un plusvalore che viene in parte reinvestito per mascherare il magheggio (sedili, volante, pedali nuovi, carrozzeria, manutenzioni straordinarie ecc..) garantendo al truffatore ampi margini di guadagno e la quasi sicurezza di farla franca. Per un’automobile di fascia premium schilometrata nei primi quattro anni di vita il valore di vendita può incrementare di diverse migliaia di euro alimentando un business che indirettamente fa guadagnare un po’ tutti. Il cliente in procinto di acquistare un nuovo veicolo riuscirà a farsi valutare maggiormente l’auto ceduta in permuta al concessionario che strapperà un contratto in più, meccanico e carrozziere lavoreranno per le operazioni di ripristino mentre l’ignaro truffato probabilmente sarà entusiasta dell’affare appena concluso. Che attinenza ha la compravendita di un’auto ventennale per 500€ riportata del servizio con queste dinamiche? Nessuna. Mai dimenticare in quali contesti vengono rivenduti i veicoli semi nuovi maggiormente ricercati dall’automobilista medio: i truffatori seriali, solitamente, indossano la camicia*.

(*)Si fa riferimento alle truffe insospettabili messe in atto da rinomati autosaloni sul mercato da decenni. I casi meno eclatanti, anch’essi numerosissimi, sarebbero facilmente evitabili con un minimo di buonsenso.

Veicolo in questioneVolevate a tutti i costi lo scoop? Effettivamente l’illecito c’è, ma nel mirino è finita la persona sbagliata. L’unico reato evidente in questo servizio è il “falso ideologico in atto pubblico” commesso dall’ispettore che ha eseguito la revisione ministeriale registrando il chilometraggio di 131394Km (immagine di destra). Nulla di anomalo, se il veicolo in questione non fosse una Ford Fiesta MK4 munita di odometro analogico a cinque cifre (immagine sotto), un bug non ancora gestito dal Ministero dei Trasporti. I contachilometri di questo tipo molto comuni prima degli anni 90′ si azzerano con il raggiungimento di 100.000Km e multipli (approfondimento), quindi è impossibile conoscere con certezza la presunta reale percorrenza del veicolo. Su quale base l’ispettore ha registrato 131394 e non 31394, oppure 231394, 331394 e così via? Dichiarazione dell’automobilista? Cronologia delle manutenzioni? Tutti documenti privi di valore legale che non possono in alcun modo influenzare una registrazione ufficiale. La regola è chiara: l’ispettore addetto alla revisione ministeriale deve trascrivere il chilometraggio che legge, ma in questo caso, come è evidente, ha mancato al proprio dovere infangando il lavoro di un commerciante innocente fino a prova contraria.

Portale dell’Automobilista – Come ogni servizio che si rispetti, non possono mancare i consigli per il cittadino, ma in questo caso le indicazioni sono imprecise e potrebbero dare luogo a spiacevoli equivoci. Durante la revisione ministeriale, l’ispettore rileva il chilometraggio del veicolo, un dato che viene pubblicato in tempo reale sul Portale dell’Automobilista, la pagina web gestita dal Ministero dei Trasporti. L’inviato di Striscia Riccardo Trombetta raccomanda l’utilizzo del servizio “Verifica ultima revisione” accessibile dalla homepage del sito selezionando dal menù la voce “Servizi Online”, ma questa procedura è già stata oggetto di discussione in quanto i truffatori da tempo riescono ad eludere il sistema. Come si evince dal nome del servizio, l’unica revisione pubblica è l’ultima in ordine cronologico, quindi ripetendo il controllo ministeriale anche al di fuori della regolare scadenza – doppia revisione / revisione anticipata- viene sovrascritto il chilometraggio con il nuovo debitamente “alleggerito”. Sul libretto di circolazione è sufficiente rimuovere il talloncino attestante la revisione fantasma ed il gioco è fatto, truffa servita sul piatto d’argento con tanto di supporto da parte del Ministero dei Trasporti (immagine sotto) (approfondimento).

  1. Odometro di un veicolo che si presenta alla revisione ministeriale dopo l’alterazione dello stesso con l’intento di sovrascrivere il dato pubblicato sul Portale dell’Automobilista;
  2. Carta di circolazione del veicolo con l’etichetta attestante la revisione fantasma rimossa – evidenti le tracce di colla -;
  3. Schermata del servizio “Verifica Ultima Revisione” prima della sovrascrittura del dato con la revisione ministeriale in corso.

Dopo il magheggio, nell’immagine sottostante il chilometraggio riportato sul Portale dell’Automobilista – Verifica ultima revisione:

Che fine ha fatto la revisione ministeriale del 28/12/2017 che riportava il chilometraggio presumibilmente reale? In questo caso è andata persa, ma dal 1°Giugno 2018 tutte le revisioni sono memorizzate indelebilmente nella cronologia disponibile nell’area riservata del Portale dell’Automobilista tramite il servizio “Verifica revisioni effettuate” (approfondimento).  Con questo nuovo servizio, si possono rintracciare le cosiddette “doppie revisioni” (o revisioni anticipate come dir si voglia) mascherate dallo strumento obsoleto pubblicizzato da Striscia. Di seguito un esempio pratico: lo stesso annuncio di vendita verificato con entrambi i servizi appena citati. A voi le conclusioni.