Covid-19: Associazione ICC chiede lo STOP del servizio revisioni

-A cosa serve l’iscrizione ad un’associazione di categoria? Cosa ricevo in cambio? Quali servizi offrite?- Sono solo alcune fra le domande che ci vengono poste quotidianamente dagli aspiranti soci, ma non è facile rispondere, almeno in tempi normali. La valorizzazione e promozione della categoria, l’assistenza tecnico/normativa e la rappresentanza e tutela in ogni sede hanno un nonsochè di astratto che fa storcere il naso ad un gran numero di operatori: “-abbiamo capito, in sostanza non offrite nulla…soldi buttati-“. Fortunatamente non tutti la pensano così, tant’è che negli ultimi anni l’Associazione ICC (ispettori centri di controllo) è cresciuta esponenzialmente radicandosi in quasi tutto il territorio, ma oggi più che mai abbiamo una risposta concreta per tutti. Purtroppo solo nelle situazioni di emergenza viene valorizzato l’impegno di tutti coloro che da anni lavorano dietro alle quinte per essere presenti nel momento del bisogno: oggi possiamo orgogliosamente dire “NOI CI SIAMO!” Nel nostro piccolo, con l’ausilio di un medico del lavoro, abbiamo ideato e condiviso questa semplice locandina (immagine di sotto) quando ancora il Covid-19 era descritto da parecchie testate giornalistiche come una “semplice influenza” ed il Sistema Sanitario non era al collasso (5 Marzo 2020).

Non era una situazione di emergenza conclamata, ma noi c’eravamo. C’eravamo anche il 10 Marzo quando si chiedeva chiarezza a seguito dell’ordinanza speciale DPCM 09/03/2020 (link) in cui veniva proclamata “zona rossa” tutta Italia. Il transito di persone e veicoli veniva limitato alle cosiddette “situazioni di necessità” e grazie ad una telefonata alla Dirigenza della Motorizzazione Civile abbiamo avuto la conferma ufficiale che la revisione ministeriale rientra nella suddetta categoria (immagine di sinistra). Con l’articolo pubblicato ieri notte (link) abbiamo ulteriormente chiarito le ambiguità emerse a seguito del discorso alla nazione del premier Conte illustrando la differenza fra esercizi commerciali generici ed imprese di “pubblica utilità”, ma tutto questo non basta. Oggi 12 Marzo 2020 è la giornata del coraggio: con ogni mezzo stiamo chiedendo alle autorità la chiusura forzata dei centri di controllo con l’interruzione dei servizi CED per impedire ad eventuali sciacalli di svolgere revisioni. Con decreto speciale dovrebbero essere posticipate in data da destinarsi tutte le scadenze relative al settore, prima fra tutte la scadenza vera e propria del controllo ministeriale per consentire ai cittadini gli spostamenti di emergenza nel rispetto del Codice della Strada. Il lavoro aspetta, la salute no: #FATECICHIUDERE.

Centri di controllo deserti in piena emergenza Coronavirus

 

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