Lettera alla provincia – Richiesta disposizioni uniformi per i centri revisione

Buongiorno

Permane tra i centri revisione auto ex Art.80 C.d.S. una grande confusione in ordine alla possibilità di continuare o sospendere le operazioni di revisione.
Manca, infatti, una linea univoca e chiara dettata istituzionalmente su come comportarsi.
Al contrario, la proliferazione di decreti, ordinanze e circolari di queste drammatiche settimane, ha creato disorientamento e confusione e portato gli operatori a comportarsi in maniera differente sul territorio.
E’, quindi, con spirito civico innanzitutto da cittadini, e solo dopo da operatori del settore, che chiediamo una voce chiara ed autorevole che imponga a tutti un comportamento uniforme e, soprattutto, conforme allo spirito delle norme emanate che vanno nella direzione di ridurre al minimo le occasioni di contatti interpersonali.
Ricordiamo i decreti di queste settimane e l’impatto sui centri stessi.

Con il decreto “Cura Italia” sono state prorogate tutte le revisioni con scadenza fino al 31 Luglio alla scadenza del 31 Ottobre 2020. Lo stesso dichiarava che il comparto dell’autoriparazione, a cui i centri revisione appartengono, poteva continuare a rimanere operativo.

Pare tuttavia chiaro ed evidente che la norma emanata sospendeva di fatto la necessità di revisione di TUTTI i veicoli e che, quindi, l’effettuazione della revisione cessava di essere un giustificato motivo di necessità per circolare e muoversi.
Si è innestata la prima grande confusione che ha avuto, come sgradevole corollario, la conseguenza di fornire alibi a chi voleva continuare ad essere operativo.
Infatti taluni hanno ritenuto di leggere che tutti i veicoli scaduti in precedenza del decreto avessero comunque necessità di effettuare la revisione.

Non aiutava il successivo DPCM del 22 Marzo che al suo allegato 1 recava un elenco di codici ATECO che possono continuare la loro attività perchè ritenute attività necessarie. I Centri di revisione auto si trovano, in genere, sotto due codici ATECO: il 45.2 (Autoriparatori) ed il 71.01 (Collaudi Tecnici). Ciò ha convinto i centri revisione che potevano legittimamente continuare ad operare pur in presenza di una norma che di fatto declamava che “La Revisione non è operazione necessaria!”.

Infine è intervenuta la Circolare del MIT 0001735 del 23 Marzo 2020 la quale in maniera chiara, tronca qualsiasi equivoco interpretativo in ordine alla necessità di effettuare la revisione per i veicoli che l’avevano scaduta, specificando che non vi erano eccezioni (quindi potevano anche essere scadute da un mese, da un anno, o da dieci anni) o di categoria (veicoli trasporto merci o ambulanze): la revisione era sospesa per TUTTI!

Ciononostante diversi centri revisione, la maggior parte dei quali ha anche un’officina, continuava ad effettuare operazioni. La provincia di Pisa, in una lettura logica di quanto emanato via via in questi giorni, ha ritenuto di chiarire ed ha scritto in maniera chiara ed inequivoca: l’attività dei centri revisione deve essere sospesa!

A tal punto, sebbene con grave ritardo, riteniamo che l’ufficio provinciale della MCTC di ###### e/o la Provincia di #######, istituzioni alle quali afferiscono i centri revisione, debbano intervenire, con una voce unica ed autorevole, a dettare il comportamento che debbono tenere gli stessi centri. Si tenga conto come questo comportamento sia molto rischioso anche alla luce della specificità dell’operazione in cui l’operatore di revisione accede al veicolo di una terza persona entrando in uno spazio confinato come l’abitacolo. Il rischio di contagio Operatore/Cliente o Cliente/Operatore è tangibile. Fatte salve le indicazioni generiche per la sanificazione degli ambienti e dell’utilizzo di tutti i presidi di sicurezza necessari, è palese che in questa fase, stante anche la non necessità della revisione, è un’inutile assunzione di un rischio non solo per se stessi ma anche per tutta la comunità.

E’, del resto, la medesima logica che ha visto interrompersi gli esami per la patente di guida in cui vi era analoga promiscuità. E allora perché, a fronte di un rischio analogo, alcune operazioni vengono interrotte ed altre no?
La mappatura dei rischi, purtroppo, non può restringersi alle attività direttamente interessate. Se si lasciano rischi analoghi prima o poi interesseranno anche noi: il rischio di qualcuno apparentemente a noi lontano è un rischio per tutti! Tutto ciò vale per oggi, nel momento più acuto di questa emergenza, ma varrà anche per domani quando potranno disporsi le riaperture dei centri revisione e l’adozione di misure preventive di sanificazione, igiene e profilassi sarà un requisito cogente per la ripresa dell’attività.

Lo impone la responsabilità ed il rispetto verso tutti i nostri concittadini che da settimane limitano la loro libertà per il bene collettivo.

Cordiali Saluti

Ing. Antonio D’Ambrosio

Di seguito il link a tutti i documenti citati nella lettera: Decreto Cura Italia, DPCM 22 Marzo 2020, Allegato 1 DPCM 22 Marzo 2020, Circolare MIT 0001735 23 Marzo 2020, Comunicazione provincia di Pisa.

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