Proroga “europea” della revisione veicoli: in Italia non cambierà nulla (si spera)

In data 27 Maggio 2020 sono stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea alcuni atti legislativi volti ad uniformare a livello comunitario le misure emergenziali prese dagli Stati membri in risposta alla pandemia Covid-19. In particolare, il regolamento UE 2020/698 del 25 Maggio 2020 (link) contenente le disposizioni in materia “proroga di certificati, licenze ed autorizzazioni nel settore trasporti” ridefinisce il calendario delle revisioni periodiche, ma non ha nulla a che vedere con quello italiano disciplinato dalla legge n.27 del 24 Aprile 2020 (conversione in legge del “Cura Italia”)(link). Nonostante si tratti di “regolamento”, che a differenza della “direttiva” entra immediatamente in vigore senza atti di recepimento nazionale, da un’attenta lettura pare non si tratti di diktat, bensì di linea guida generale. Al fine di garantire il principio fondante comunitario della libera circolazione di persone e merci quindi di veicoli -, è necessario che gli Stati membri rispettino reciprocamente le misure adottate durante l’emergenza, nello specifico quelle relative alla proroga del controllo tecnico veicolare. A questo proposito sono stati fissati nuovi termini, ma sono da considerarsi validi unicamente per i veicoli immatricolati negli stati membri che decidono di aderirvi. Questo principio è chiaramente definito al “considerando n.19” del succitato regolamento: “L’epidemia di Covid-19 ha colpito l’intera Unione ma non lo ha fatto in maniera uniforme. Gli Stati membri sono stati colpiti in misura diversa e in momenti diversi. Dato che le deroghe alle norme che si applicherebbero di norma dovrebbero essere limitate a quanto necessario,  [..] dovrebbe essere possibile per gli Stati membri continuare ad applicare tali atti giuridici senza applicare le deroghe di cui al presente regolamento qualora l’applicazione di detti atti giuridici sia rimasta praticabile. Lo stesso dovrebbe applicarsi qualora uno Stato membro si sia trovato di fronte a tali difficoltà ma abbia adottato misure nazionali adeguate per attenuarle. Gli Stati membri che scelgono di avvalersi di tale facoltà non dovrebbero tuttavia impedire agli operatori economici o ai cittadini di fare affidamento sulle deroghe previste dal presente regolamento che si applicano in un altro Stato membro, e dovrebbero in particolare riconoscere le licenze, i certificati e le autorizzazioni la cui validità è stata prorogata dal presente regolamento.” I nuovi termini della revisione veicolare a livello europeo vengono definiti nel comma 1 dell’art. 5 del regolamento (Proroga dei termini previsti dalla direttiva 2014/45/UE): In deroga all’articolo 5, paragrafo 1, e all’articolo 10, paragrafo 1, della direttiva 2014/45/UE, e l’allegato II, punto 8, di tale direttiva, i termini relativi ai controlli tecnici che in base alle disposizioni ivi contenute avrebbero altrimenti dovuto essere effettuati o che dovrebbero altrimenti essere effettuati nel periodo compreso tra il 1° febbraio 2020 e il 31 agosto 2020 si considerano prorogati per un periodo di sette mesi. Al comma 3 viene prevista la possibilità per gli Stati maggiormente colpiti dalla pandemia di estendere ulteriormente i termini della proroga “europea”, previo richiesta di autorizzazione giustificata alla Commissione entro il 1° Agosto 2020. In ultimo, al comma 5, viene attuato il principio sancito nei “considerando”, in particolare in quello sopra citato: “Qualora uno Stato membro non abbia dovuto, o non debba presumibilmente, affrontare difficoltà che rendano l’effettuazione di controlli tecnici o il rilascio della relativa certificazione impraticabile nel periodo compreso tra il 1° febbraio 2020 e il 31 agosto 2020 a seguito delle circostanze straordinarie causate dall’epidemia di Covid-19, o abbia adottato misure nazionali adeguate per attenuare tali difficoltà, tale Stato membro può decidere di non applicare i paragrafi 1 e 2, previa comunicazione alla Commissione. La Commissione ne informa gli altri Stati membri e pubblica un avviso nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Lo Stato membro che abbia deciso di non applicare i paragrafi 1 e 2 come previsto al al primo comma non deve ostacolare le attività transfrontaliere degli operatori economici o dei cittadini che abbiano fatto affidamento sulle deroghe di cui ai paragrafi 1 e 2 che si applicano in un altro Stato membro.” Le disposizioni si applicano dal 4 Giugno 2020, ma è ragionevole pensare che l’Italia abbia scelto di mantenere la normativa nazionale che risulta già allineata a quella europea. Ad oggi nessuna comunicazione ufficiale da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, tantomeno avvisi o circolari della Motorizzazione Civile.

 

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