Report Federispettori: un ispettore abilitato in Italia può lavorare in Germania?

Un saluto a tutti, ecco un aggiornamento sulle novità inerenti al lavoro di Ispettore Tecnico in Germania. L’obbiettivo è quello di verificare se le competenze in Italia possano valere per fare lo stesso identico lavoro in un Paese UE.

Come previsto dal mio incarico, ho cercato di mettermi in contatto con le sedi TÜV tedesche, sia TÜV Süd che TÜV Nord ed entrambe mi hanno risposto, nelle persone dell’esperto tecnico riconosciuto (amtlich anerkannter Sachverst./ Clearingstelle Technik) il dr. Karsten Graef per i primi e nel responsabile relazioni esterne Ingo Albes per i secondi. Entrambi molto disponibili hanno chiarito, senza troppi giri di parole, che un nostro IT in Germania non potrebbe assolutamente operare. Entrando nello specifico:

In Germania se volete parlare di revisione come la intendiamo noi dobbiamo chiedere della Dir. 2014/45 della UE che, al contrario del nostro Paese, loro hanno pienamente (ed in maniera molto rigorosa) recepito. Senza voler entrare nel troppo tecnico, in cui bisognerebbe spulciare l’equivalente tedesco del nostro Codice della Strada (Norme sull’autorizzazione al traffico stradale – StVZO – Straßenverkehrs-Zulassungs-Ordnung), ogni regione tedesca fa storia a se (la Germania è federale, ogni regione fa legislazione propria: ciò che è legge in Baviera non è detto valga per la Sassonia o la Westfalia) ed un ispettore tecnico abilitato in una Bündesland non può farlo in un’altra.

Ogni Ispettore Tecnico ufficiale autorizzato deve soddisfare i requisiti del n. 3 allegato VIIIb del suddetto StVZO e deve far parte di un organismo di controllo ufficiale autorizzato (nello stato federale in cui opera) e che soddisfi la norma ISO 17020 (il TÜV è tra questi, ce ne sono altri), operando esclusivamente sotto queste realtà in completa autonomia. Mi hanno anche accennato, tra l’altro, che in Germania i requisiti per le stazioni di prova sono parecchio stringenti (si aprirebbe una bella parentesi, qui). Ma come si fa a farne parte?

Per citare solo alcuni dei requisiti minimi, un Ispettore Tecnico autorizzato deve avere almeno 23 anni, deve essere residente nella Bündesland in cui dovrebbe operare, deve essere in possesso di patente di guida per veicoli a motore di tutte le categorie tranne le D e D1, deve essere un ingegnere meccanico, ingegnere automobilistico o ingegnere elettrico (una laurea che, da quanto ho potuto capire, è un po’ l’equivalente della nostra laurea triennale), deve aver partecipato ad una formazione specifica di almeno sei mesi ed infine deve aver superato tutti gli esami del ministero federale per dimostrare la competenza acquisita.
Il finale del nostro interlocutore non lascia repliche, non ve lo traduco nemmeno:

“I do not see any possibility for an Italian inspector to perform any official inspections in Germany. “

A questo punto noi in Italia cosa potremmo ricavare da tutto questo?
Principalmente: lo stesso lavoro che nel nostro Paese viene spesso sottopagato, senza un reale contratto che ne identifichi la categoria precisa e senza tutele in Germania viene equiparato ad un lavoro di ingegneria con qualifiche, competenze, autonomia, oneri e compensi ben precisi. Che i corsi che saranno istituiti nel prossimo futuro vanno finalmente in questa direzione anche senza la necessità di essere laureati (alla faccia dei centri di formazione che ad oggi hanno imperversato con corsi farlocchi per aspiranti RT che non distinguono una testina trapezio da un supporto marmitta) ma che su tutto il resto siamo in alto mare.

Lavoreremo tutti per un futuro in cui queste differenze siano minime, per voi. Per noi.

Lino Di Pasquale

 

 

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