Emergenza Covid: Federispettori chiede la somministrazione prioritaria dei vaccini

Alla Cortese att.ne MINISTERO DELLA SALUTE

Direzione generale della prevenzione sanitaria – segr.dgprev@sanita.it Ufficio 4 –

Prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro – p.rossi@sanita.it

e p.c.

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILI

Dipartimento per i Trasporti – dtt.segr@mit.gov.it

Direzione generale per la Motorizzazione – dgmot.segr@mit.gov.it

OGGETTO: Vaccinazioni ispettori tecnici addetti alla revisione ministeriale

Egregi Ministri/Direttori Generali,

Il nostro Paese è entrato per l’ennesima volta in una spirale negativa per quanto riguarda la pandemia da Covid-19: i contagi aumentano, le terapie intensive si riempiono, la maggior parte delle regioni è entrata con D.L. 12 Marzo 2021 in zona rossa e permane il concreto rischio di un nuovo lockdown generalizzato. In questa realtà, il piano vaccinale nazionale procede a tappe ridotte e disomogenee. Vengono privilegiate categorie che non prevedono immediati pericoli lavorativi di contagio (pensiamo alla categoria dei sindaci, degli avvocati o dei notai come esempi concreti) mentre altre permangono a forte rischio: i lavoratori del comparto alimentare (supermercati, alimentari locali) che sono rimasti sempre in prima linea per necessità, le categorie di colf/badanti che svolgono un ruolo primario per la tutela e il sussidio per le persone più anziane e deboli e, per quel che riguarda strettamente la nostra associazione FederIspettori, anche gli ispettori tecnici dei centri di controllo che non hanno praticamente mai smesso di onorare il proprio ruolo di pubblico ufficiale incaricato alla salvaguardia della sicurezza stradale.

A partire dal primo lockdown nazionale introdotto con D.P.C.M. 22 Marzo 2020 sono stati eseguiti numerosi interventi di messa in sicurezza dei suddetti centri: sanificazioni dei locali, ingressi contingentati, misurazioni temperatura corporea e riorganizzazione del lavoro su appuntamento. Con il proseguire dell’emergenza, tali misure sono via via venute meno, complice l‘assenza di controlli capillari alle imprese e l’impossibilità concreta nel gestire l’utenza, talvolta indisciplinata ed ostile verso le restrizioni imposte dal governo. I dati dimostrano chiaramente la violazione dei protocolli Covid-19, oppure la relativa inefficacia che di fatto rende impossibile l’obbiettivo “zero contagi” ed il tanto auspicato ritorno alla normalità.

Il lavoro pratico dell’ispettore tecnico si svolge all’interno dell’abitacolo dei veicoli, uno spazio ristretto (1-2mq) e a basso ricircolo d’aria, una condizione ideale per la proliferazione dei virus. L’operazione viene ripetuta quotidianamente (dalla 10 alle 20 volte) su più vetture, amplificando notevolmente il rischio di una propagazione incontrollate del contagio, senza considerare il pericolo immediato per l’operatore in prima linea. Per giunta, le continue proroghe alle scadenze della revisione ministeriale hanno vanificato l’impegno nell’organizzazione degli appuntamenti scaglionati: periodi di fermo totale, ma attività comunque operative, si alternano a brevi intervalli ad altissima concentrazione di lavoro, quindi di automobili e persone. E’ bene menzionare l’esclusione delle imprese di settore da ristori e misure assistenziali nonostante gli ingenti danni al fatturato, una circostanza che induce alcuni imprenditori privati alla massimizzazione del profitto in brevi lassi temporali, con moli di lavoro ingestibili ottemperando ai protocolli di sicurezza.

Il sopraggiunto Regolamento Europeo 2021/267, in vigore nel nostro Paese dal 6 Marzo 2021, ha disposto un’ulteriore proroga delle scadenze originarie favorendo il ritorno di fatto al sistema revisioni caotico del 2020. Una situazione di pericolo in primis per la sicurezza stradale , ma anche – in maniera analoga – per la salute degli ispettori tecnici che saranno loro malgrado costretti alle modalità di lavoro sopra citate. Pertanto FederIspettori, in rappresentanza delle categoria degli ispettori tecnici dei centri di controllo che reputa a FORTE RISCHIO di contagio da COVID-19,

CHIEDE

il riconoscimenti come operatori primari per la collettività e l’inserimento nel piano vaccinale nazionale con una graduatoria di primo livello. La categoria conta all’attivo circa 20.000 operatori sparsi in tutto il territorio nazionale, un numero – considerate tutte le difficoltà del caso – facilmente gestibile dal SSN, soprattutto in rapporto al pericolo generale che potrebbe scaturire da una NON – vaccinazione di massa tempestiva degli addetti ai lavori.

Il Consiglio Direttivo

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