Convegno Asso.Car dei centri revisione: adeguamento ISTAT tariffa e considerazioni

On. Roberto Rosso (Forza Italia)

Sabato 17 Luglio, come annunciato capillarmente, si è tenuto il convegno annuale dei centri di revisione, il secondo in ordine temporale dopo quello di CNA. Avendovi partecipato in prima persone, sento di poter trasmettere le sensazioni “a pelle” che l’incontro mi ha suscitato, un punto di vista peraltro condiviso dalla piccola delegazione di Federispettori presente. Le aspettative erano basse, come per qualsiasi meeting di settore nel quale si riscalda il solito minestrone servito con aria fritta di contorno, ma abbiamo dovuto ricrederci. Per la prima volta nella storia di questi eventi ho avuto la percezione di aver a che fare con veri imprenditori, persone che studiano il mercato e che fanno scelte consapevoli. Eravamo avvezzi a meccanici imborghesiti dai titoli di rilievo conferiti negli anni, onorificenze mostrate arrogantemente facendo leva sulle grandi organizzazioni sindacali che ci mettevano il nome. -Io sono io, e voi non siete un *****-. Infatti si è visto: Luca Donna, presidente di Asso.CAR, è un signor nessuno a tutti gli effetti, ma ha fatto in due anni ciò che nessun altro è riuscito a fare in dieci. L’associazione che rappresenta non può certo vantare mezzo secolo di attività, consolidati rapporti politici ed una ramificazione capillare in tutti i settori, eppure è riuscito ad ottenere l’adeguamento ISTAT della tariffa di revisione, cavallo di battaglia impiegato per anni dai concorrenti per vendere qualche tessera in più. Tanto di cappello: reputo questo traguardo come un primo posto al Gran Premio di Monza guidando una Panda, frutto di una grande determinazione e, perchè no, del savoir-faire del presidente. E’ quanto ha puntualizzato l’Onorevole Roberto Rosso (Forza Italia), uno dei relatori nonchè cofirmatario dell’emendamento contenuto nella legge di bilancio che ha deliberato l’adeguamento ISTAT. “Luca chiede, ma non pretende. Capisce, ma non rimprovera. Informa ma non insegna”. Ciò la dice lunga sui trascorsi anni di trattativa associazioni di categoria-politica: non è stato esplicitato nulla, ma numerose espressioni hanno lasciato intendere un certo disappunto a conferma della celebre battuta del Marchese del Grillo citata all’inizio. Ho reputato imbarazzante – e non certo per chi ha organizzato l’evento – l’esigenza di ricorrere persino agli screenshot di Whatsapp per dimostrare alla platea la titolarità dell’emendamento, ma forse non tutti sono al corrente della grande corsa per accaparrarsi i meriti intrapresa da tutte le associazioni di categoria negli ultimi mesi. Una risposta non proprio sportiva, ma  proporzionata all’affronto subito: chi ha cercato invano di salire sul carretto dei vincitori rimane a piedi con il disonore pubblico di aver perculato fino all’ultimo i propri associati. Di seguito alcune delle slide mostrate all’evento, ma l’articolo non è finito! Manca la parte più interessante (e critica).

Ing. Paolo Saluto – Politecnico di Torino

Tessere lodi non è il mio forte, ma polemizzare su tutto e su tutti sì. Vorrei farlo tuttavia in modo costruttivo per la stima che ripongo in Luca Donna, nel progetto Asso.CAR e, perchè no, anche per interessi personali di categoria. Ammetto di essere arrivato con una buona mezz’ora di ritardo perdendomi completamente l’intervento del dirigente MCTC Ing. Fausto Fedele e la prima parte di quello del presidente, ma ho alcune perplessità sull’ora e mezzo che ho attentamente seguito. Fossi stato un estraneo capitato al convegno per caso avrei faticato a capire si trattasse di un meeting rivolto ai centri di revisione. Potevano essere i marmisti di Massa Carrara, i pastori della Sardegna o i vetrai di Murano: imprenditori con la “I” maiuscola che parlano di numeri, bilanci, mercato e proiezioni, tralasciando però l’aspetto più importante. Naturalmente ho ingigantito, ma ogni qual volta si affronta un’analisi sul settore revisioni ritengo indispensabili alcune puntualizzazioni al di fuori di qualsiasi genere di moralismo e simili. Se nel precedente articolo che ti consiglio di leggere (clicca qui) ho tolto la maschera, in questo levo il mantello: non sono un supereroe della sicurezza stradale, ma reputo che il rispetto delle regole sia la chiave per superare la criticità delle imprese egregiamente descritta dall’Ing. Paolo Saluto del Politecnico di Torino, uno dei fautori dell’analisi che ha consentito ad Asso.CAR di vincere sulla concorrenza. Luca Donna non ha raggiunto l’obbiettivo per conoscenze o agganci, ha semplicemente dimostrato mediante un’indagine terza che i centri di revisione, in media, sono a rischio collasso. Non ho titoli e competenze per entrare nel merito, ma sono fermamente convinto che lo studio di settore – che pubblicherò in seguito – abbia omesso un particolare fondamentale. Il “costo del lavoro” è stato indicato come il principale elemento che fa vacillare i bilanci incidendo nei costi per il 40%: “per ogni 100 euro di fatturato, 40 finiscono per pagare i dipendenti con annessi e connessi..”. Non lo metto in dubbio e riconosco si tratti di una percentuale molto elevata, ma sarebbe curioso stimare l’efficienza della forza-lavoro. La butto lì: in una giornata di lavoro, in media, un ispettore effettua 9 revisioni, l’equivalente di 4 ore lavorate. Il problema è quindi la scarsa redditività dei centri di controllo, l’inadeguatezza della tariffa oppure il sovraffollamento delle imprese? Ecco il tema che ritengo indispensabile affrontare ad un meeting di settore: non vendiamo un bene generico illimitato, ma qualcosa di circoscritto. Anche il famoso commerciante che riuscirebbe a vendere frigoriferi agli esquimesi deve fare i conti con un numero chiuso corrispondente al parco circolante aggiornato di volta in volta dalle nuove immatricolazioni meno le radiazioni. Evito di dilungarmi sull’ormai tedioso discorso della concorrenza sleale, tanto sappiamo tutti come funziona. Per farla breve, maggiore è il numero dei commensali (i centri di revisione), minore è la fetta di torta pro-capite (chiedo scusa se banalizzo). Diminuisce progressivamente la redditività dell’impresa, ma anche la resa del lavoratore, due aspetti legati da una proporzionalità diretta che non può passare inosservata. Fossero 3000 i centri di revisione sul territorio non esisterebbero associazioni di categoria, meeting e contrapposizioni varie: gli imprenditori avrebbero solo da pensare a come spendere o reinvestire i guadagni mentre gli ispettori sarebbero pagati ed inquadrati correttamente.

Ma cosa c’entra tutto questo con il convegno?

Asso.Car non è una normale associazione di categoria rivolta a chiunque, ma rappresenta esclusivamente i cosiddetti “centri puri”, quelli senza l’officina annessa. Non intendo affrontare nel dettaglio il tema della divergenza fra normativa nazionale e comunitaria, ma la gerarchia delle fonti di diritto – piaccia o non piaccia – è un dato di fatto. L’Europa impone la separazione del ramo del controllo tecnico da quello dall’autoriparazione per garantire che l’ispettore, durante l’effettuazione della revisione, sia esente da qualsiasi forma di conflitto d’interesse. Il principio viene ribadito nella recentissima risoluzione del Parlamento Europeo del 27 Aprile 2021 (link) (link articolo) a prova dell’importanza che l’UE attribuisce alla terzietà. Siamo in Italia però, e non dimentichiamocelo. La situazione si potrebbe risolvere con una semplicissima (ed inutile) disposizione – la figura dell’ispettore non può coincidere con quella del responsabile tecnico dell’officina – oppure con l’obbligo di separare fiscalmente le due attività. Si potrebbe tuttavia chiedere, come in Francia, che i due rami non abbiano la stessa sede operativa, oppure altri requisiti ancor più stringenti per garantire che il principio di indipendenza non venga attuato solo sulla carta. Non è mia intenzione sminuire l’importante traguardo raggiunto da Asso.CAR, ma valgono di più 10€ di adeguamento ISTAT a revisione o il dimezzamento della concorrenza?

Attenti ai carrozzieri

Voci di corridoio – parecchie voci di corridoio più un breve passaggio dell’intervengo dell’Onorevole Rosso – hanno fatto giungere alle mie orecchie la volontà da parte di numerosi carrozzieri da tutta Italia di inserire nell’attività il centro di controllo. Se un gommista mediamente vede i propri clienti due volte all’anno in occasione dei cambi gomma stagionali, un meccanico solo una per la manutenzione ordinaria del veicolo, o almeno si spera. Nelle carrozzerie la statistica è decisamente meno incoraggiante: una volta ogni sette anni. Ecco il perchè di questa nuova strategia, nell’ottica della fidelizzazione del cliente che in questo modo rientra a cadenza biennale. – Non sanno quel che fanno –, mi verrebbe da dire, ma una cosa è certa: a livello imprenditoriale, cari meccanici, i carrozzieri vi distruggono. E se questo adeguamento ISTAT fosse un incoraggiamento per gli indecisi che stanno valutando il nuovo business?

Nuove squadre, nuove alleanze

Sapete cosa non ho mai gradito di CNA & Company? Se avete letto l’articolo che vi ho linkato sopra, avrete senz’altro visto la slide (vergognosa) pubblicata al video-convegno del 12 Luglio. E’ dal 2015, anno di pubblicazione della direttiva 2014/45ue, che questa associazione fa i propri interessi – e fin qui nulla di male – sulle spalle di un altra categoria, quella degli ispettori alla quale appartengo e che rappresento con orgoglio. Partendo dal presupposto che combattere i propri sottoposti, peraltro senza rappresentanza fino a quel momento, è qualcosa di ignobile a livello umano, si è rivelata anche una strategia non solo fallimentare, ma suicida. Anzichè combattere ad armi pari la concorrenza hanno concorso alla nascita di un mostro, le associazioni di categoria degli ispettori fondate sul principio di indipendenza. Ora i fronti sono due e – la storia insegna – è molto più difficile controllare la guerra. Nuovi condottieri? Nuove alleanze? Staremo a vedere.

Aggiornamento adeguamento ISTAT e tempistiche

Concludo riportando integralmente la breve intervista all’Onorevole Roberto Rosso il quale annuncia che l’entrata in vigore dell’adeguamento ISTAT avverrà non oltre al 1° Novembre 2021.

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